Firmo matrimoni sulle Colline del Prosecco, tra Conegliano e Valdobbiadene: ville storiche, relais affacciati sui filari e cantine, a meno di mezz’ora da Treviso e a un’ora da Venezia.
Buona parte dei progetti che porto su queste colline nasce lontano da qui, e arriva con ospiti che restano per giorni: l’ultimo è partito dalla Polonia e ha preso forma tra i filari di Rolle.
Consiglio di iniziare 12-18 mesi prima: le dimore del territorio sono poche e le date di maggio e settembre si esauriscono presto.
Le colline fra Conegliano e Valdobbiadene sono patrimonio UNESCO dal 2019: i vigneti seguono i crinali con un disegno regolare e il paesaggio cambia colore nel corso della stagione, dalla primavera alla vendemmia.
In un contesto così la scenografia è già presente, e il progetto deve dialogare con il paesaggio. Lavoro per sottrazione, con materiali e palette che si accordano al verde dei filari.
Molte delle coppie che si sposano qui arrivano da fuori, con ospiti che si fermano due o tre giorni. Il matrimonio diventa così il centro di un fine settimana: una cena fra i filari la sera prima, la visita a una cantina storica il giorno dopo, una giornata a Venezia, a un’ora di strada.
Coordino anche questa parte del programma: spostare un gruppo fra colline e borghi richiede attenzione, perché le strade sono strette, i tempi di percorrenza più lunghi di quanto suggeriscano le distanze e i ristoranti vanno prenotati con lo stesso anticipo della location.
Il territorio offre ville venete affrescate, dimore di charme affacciate sui vigneti, castelli medievali e cantine che hanno trasformato le barricaie in sale da ricevimento. Sono spazi diversi per capienza e carattere, ciascuno adatto a un tipo di celebrazione.
La scelta della location definisce il ritmo dell’intera giornata: una cerimonia fra i filari, un chiostro in pietra e una barricaia richiedono progetti di illuminazione diversi. Per questo è il primo tema che affronto con gli sposi, prima dei fiori e della palette. Per il centro storico e le ville di pianura, la pagina dedicata ai matrimoni a Treviso offre una panoramica completa.
Le colline stanno a mezz’ora dal centro di Treviso e a poco più di un’ora da Venezia, con gli aeroporti di entrambe le città a distanza comoda per gli ospiti che arrivano dall’estero. Questa posizione unisce l’atmosfera della campagna alla comodità dei collegamenti.
Lavoro regolarmente con coppie che vivono fuori regione o all’estero. Il metodo è lo stesso: videocall programmate, sopralluoghi concentrati nei giorni in cui sono in Italia e la mia rete di fornitori come presidio sul territorio. Le decisioni restano sempre agli sposi, sulla base di materiali preparati per essere valutati anche a distanza.
Una rassegna delle singole proprietà, con i nomi e le capienze, è nell’approfondimento sulle location delle Colline del Prosecco.
Perché il paesaggio è già parte della scenografia. I vigneti di Conegliano e Valdobbiadene sono patrimonio UNESCO e cambiano colore nel corso della stagione dei matrimoni: verdi e compatti a maggio, dorati a settembre con la vendemmia. A una villa di pianura le colline aggiungono un orizzonte che nessun allestimento può ricreare.
Ville venete affrescate, relais affacciati sui filari, castelli medievali, dimore di charme e cantine che usano le barricaie come sale da ricevimento. Sono poche e quasi tutte private, quindi la disponibilità è un criterio importante quanto il gusto: per questo la ricerca della location è il primo passo.
Consiglio 12-18 mesi. Le dimore del territorio sono in numero limitato e le date tra maggio e settembre si esauriscono con largo anticipo. Un anno e mezzo permette di scegliere la location senza ripiegare e di costruire il progetto con calma.
Sì, ed è il modo in cui nasce la maggior parte dei matrimoni che firmo su queste colline. Lavoriamo per videocall programmate, concentro i sopralluoghi nei giorni in cui gli sposi sono in Italia e seguo direttamente sul posto tutto ciò che richiede una presenza.
Degustazioni in cantina, una cena tra i filari la sera prima, una giornata a Venezia o a Treviso. Costruisco il programma insieme agli sposi e lo coordino come il resto dell’evento: per chi arriva da lontano il matrimonio è anche un viaggio, e i giorni che lo circondano meritano la stessa cura della cerimonia.
Stesso territorio, registri opposti: un ricevimento intimo nella cabana di un relais tra i filari di Rolle, e una dimora collinare dove il colore ha preso il posto dei toni pastello del rustico.
Le colline richiedono una conoscenza approfondita del territorio. Le dimore disponibili sono poche e quasi tutte private, molte non dispongono di una struttura ricettiva propria, e due location simili in fotografia possono rivelarsi molto diverse al sopralluogo: dotazioni tecniche, spazi per il catering, soluzioni in caso di pioggia.
Vengo da quattordici anni come art director nella moda e progetto un matrimonio con lo stesso metodo: prima l'immagine complessiva, poi ogni elemento in funzione di quella. Seguo personalmente un numero limitato di eventi ogni anno, dalla ricerca della location alla regia della giornata, e collaboro soltanto con la rete di fornitori che ho costruito nel tempo.
Su questo territorio, come sugli altri, seguo l'organizzazione completa, dal primo incontro alla partenza degli ultimi ospiti.
Insieme al mio team firmo matrimoni ed eventi a Venezia, in Veneto, sul Lago di Como e in Toscana. Le Colline del Prosecco sono una delle nostre destinazioni venete, a mezz'ora da Treviso.
Ogni matrimonio nasce dalla storia di chi lo celebra: non replico progetti già realizzati né seguo le tendenze del momento. Su queste colline il punto di partenza è quasi sempre il calendario: le dimore sono poche e le date più richieste si definiscono con un anno e mezzo di anticipo.
Nel primo incontro ascolto come immaginate la giornata e valutiamo insieme che cosa è realizzabile nei tempi e nel budget previsti. Scelta la dimora, il progetto si sviluppa a partire dai suoi spazi: la capienza, il percorso degli ospiti, l’orario della cerimonia in rapporto alla luce.
Definiamo poi l’identità visiva dell’evento: atmosfere, palette, materiali, allestimenti, fino al dettaglio della tavola. È la fase in cui la mia formazione di art director entra più direttamente nel progetto.