Firmo matrimoni a Venezia e nella laguna: piani nobili affacciati sul Canal Grande, chiese storiche, terrazze sui tetti e isole che si raggiungono soltanto in barca.
Qui la logistica è parte del progetto, perché ogni trasferimento si misura in orari e maree e non in chilometri.
Seguo personalmente un numero limitato di eventi ogni anno e consiglio agli sposi di iniziare 12-18 mesi prima.
A Venezia niente arriva su ruote. Fiori, tavoli, sedie, musicisti e torta salgono su una barca, attraversano un canale e scendono su una riva: ogni passaggio ha un orario, una marea e un permesso.
È la ragione per cui qui la logistica non viene dopo il progetto, ma nasce insieme a lui. Una cerimonia alle cinque e un ricevimento dall'altra parte della città sono una scelta estetica e insieme un calcolo di tempi.
I palazzi che aprono le porte a un evento privato sono pochi, e si riservano con un anticipo che sorprende chi arriva da fuori. Le date tra maggio e settembre spariscono per prime.
Non lo considero un limite: è ciò che rende un matrimonio in laguna diverso da qualunque altro. Si sceglie fra poche cose giuste e si costruisce tutto il resto attorno a quella scelta, con l'organizzazione completa in mano a una sola regia.
Il mio lavoro comincia molto prima della data e finisce molto dopo l’ultimo brindisi. Ricerca e selezione del luogo, progettazione degli allestimenti, permessi e trasferimenti acquei, catering, coordinamento dei fornitori della mia rete, regia della giornata: a Venezia queste voci non sono un elenco di servizi, sono un solo problema da risolvere insieme.
Che scegliate una cerimonia civile in un palazzo sul Canal Grande o un matrimonio religioso in una delle chiese storiche della città, il criterio non cambia: costruire una giornata in cui voi siate ospiti della vostra festa, e non i primi a doversi preoccupare se la barca degli ospiti è partita.
Venezia offre registri che non si somigliano: i piani nobili dei palazzi storici, con i loro soffitti affrescati e le finestre sull’acqua, reggono l’imponenza di una cena di gala; le terrazze sui tetti chiedono una scrittura più leggera, dove conta la luce dell’ora che precede il tramonto; le isole della laguna impongono un ritmo tutto loro, perché si raggiungono solo in barca e questo cambia il disegno dell’intera giornata.
La scelta del luogo non è mai soltanto estetica: a Venezia detta i tempi, il numero degli ospiti che si possono muovere insieme e il carattere dell’evento. Le possibilità del territorio, una per una, stanno nella pagina dedicata al destination wedding a Venezia.
Il primo incontro serve ad ascoltare come immaginate la giornata e a dirvi con franchezza che cosa è realizzabile nei tempi e nel budget di cui disponete. Da lì seleziono i luoghi adatti al progetto e vi accompagno nei sopralluoghi, spiegando pregi e vincoli di ciascuno: quanti ospiti regge davvero una sala, da quale riva si scende, quanto dura il trasferimento con l’acqua alta.
Il giorno del matrimonio ci sono io, con il mio staff. Seguo un numero limitato di eventi ogni anno, ed è la condizione che mi permette di essere presente davvero in ogni fase.
Consiglio di iniziare 12-18 mesi prima. A Venezia i luoghi che ospitano un evento privato sono pochi e vengono riservati con largo anticipo, soprattutto per le date tra maggio e settembre: un anno e mezzo permette di scegliere il palazzo o l’isola giusti invece di adattarsi a ciò che resta libero.
In barca, ed è un capitolo del progetto quanto gli allestimenti. Ogni trasferimento va calcolato sull’orario e sulla marea, non sulla distanza: il numero di ospiti che si muovono insieme determina quante imbarcazioni servono e da quali rive si può scendere. Me ne occupo io, insieme al resto del coordinamento.
Il territorio offre registri molto diversi: i piani nobili dei palazzi storici, con soffitti affrescati e finestre sull’acqua, per una cornice imponente; le terrazze sui tetti per un ricevimento più leggero, dove conta la luce dell’ora che precede il tramonto; le isole della laguna per una giornata dal ritmo tutto suo. Cerimonia e ricevimento possono svolgersi in luoghi diversi, a patto di costruire il trasferimento nel progetto fin dall’inizio.
Almeno tre. Chi affronta un volo intercontinentale per una cerimonia di poche ore rientra con la sensazione di aver visto Venezia dal finestrino di un taxi acqueo. Molte delle coppie che seguo distribuiscono la celebrazione su una cena di benvenuto, il matrimonio e un congedo la mattina dopo: è anche il modo più naturale per dare agli ospiti il tempo di conoscere la città.
Seguo il matrimonio dalla progettazione alla regia del giorno: ricerca e selezione del luogo, wedding design, permessi e trasferimenti acquei, scelta e coordinamento dei fornitori, gestione del budget e delle tempistiche. Collaboro esclusivamente con professionisti della mia rete, perché a Venezia un fornitore che non conosce la città diventa un problema il giorno stesso.
Progetti lontani tra loro per scala e atmosfera: due giorni di festa monumentale, una cerimonia tra Redentore ed Excelsior, un ricevimento contemporaneo sui tetti.
Ogni matrimonio nasce dalla storia di chi lo celebra, e a Venezia comincia da una domanda pratica: quante persone si muovono insieme, e come. È la risposta che determina il palazzo, l’orario della cerimonia e perfino il disegno della giornata.
Nel primo incontro ascolto come immaginate il matrimonio e vi dico con franchezza che cosa regge nei tempi e nel budget di cui disponete. Poi seleziono i luoghi adatti e vi accompagno a vederli, spiegando di ciascuno quello che le fotografie non dicono: da quale riva si arriva, quanta luce entra alle sette di sera, quanto dura davvero un trasferimento in barca.
Scelta la cornice, definiamo l’identità visiva dell’evento: atmosfere, palette, materiali, fino al dettaglio della tavola. È la parte in cui la mia formazione di art director pesa di più, ed è anche quella in cui ascolto più di quanto proponga.